La Verifica della Conformità Legislativa

conformità legislativa

conformità legislativa

Quando ci si trova in audit per verificare i Sistemi di Gestione Ambientale o di Sicurezza sul Lavoro, la verifica della Conformità legislativa è uno dei punti più critici. Un campionamento efficace e puntiglioso su questo punto permette di giungere senza inciampi alla fine del processo di audit.

Ma per l’azienda, soprattutto se di piccole dimensioni e senza personale specificatamente dedicato a questo aspetto, la non conformità è dietro l’angolo. Purtroppo altrettanto facile è il nostro errore…

Si cercherà per gradi di sintetizzare nuove normative e aggiornamenti creando dei percorsi di audit, delle tracce, insomma, che ci permetteranno di capire cosa cercare, a chi chiedere, quando aggiornare, come e quanto approfondire a seconda della realtà che si sta auditando.

Spesso ci si imbatte in “checklist” per la conformità legislativa, che ci offrono effettivamente una traccia da seguire. Tuttavia, la “checklist” migliore è quella che ogni consulente o auditor crea da sé, per ottenere un percorso non vincolato e flessibile. L’obiettivo è verificare se all’azienda è sfuggito qualcosa.

La non conformità diventerà, così, un promemoria utile all’azienda, piuttosto che un dato sterile vantaggioso solo per le statistiche degli enti di certificazione.

La differenza principale tra un auditor e un addetto dell’autorità competente è che l’auditor deve verificare che il sistema di gestione sia in grado di allertare e supportare l’azienda nei continui cambi legislativi e nella effettiva applicazione degli stessi. Quindi, in audit si procede col monitorare se il sistema di gestione è sensibile e recettivo, non se l’addetto X ha fatto bene il suo lavoro.

Il Sistema di Gestione deve avere un alto focus sulla valutazione e sul rispetto della Conformità legislativa, sulla valutazione dell’azienda, sull’applicabilità o meno di Decreti Legge, Regolamenti, Circolari ecc.

L’audit è un supporto all’azienda nel controllo incrociato sull’audit di Conformità legislativa, che l’azienda deve effettuare da sola o con il supporto di un buon consulente, al fine di verificare che tutto “sia a norma”.

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La Normativa del Settore Alimentare

logo CE

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Con la strategia “Sicurezza dai campi alla tavola” l’Unione Europea ed i suoi Paesi membri, hanno definito una linea comune per la sicurezza degli alimenti.
Il processo è in divenire, ma dai primi tempi, sono stati fatti tanti passi verso un percorso comune. L’approccio è quello di un controllo integrato tra i requisiti richiesti per i prodotti alimentari e per la salute ed il benessere dei consumatori.
Cerchiamo qui di riassumere i progressi fatti negli anni.
Nel 1997 viene pubblicato il Libro Verde della Commissione sui principi generali della legislazione in materia alimentare, che porta alla successiva pubblicazione e condivisione del Libro Bianco sulla sicurezza alimentare (2000).
IL concetto di Filiera produttiva alimentare viene quindi espresso nel regolamento (CE) n. 178/2002. Il regolamento introduce il concetto di controllo e monitoraggio della produzione, della prevenzione e gestione del rischio. Altro dato importante è dato dall’istituzione con questo regolamento dell’Autorità Europea per la Sicurezza Alimentare (EFSA).
Con la Direttiva 2004/41/CE del Parlamento Europeo si giunge al Pacchetto Igiene, che definisce criteri comuni relativi all’Igiene Alimentare.
Nel Pacchetto igiene sono compresi:
Regolamento (CE) n 852/2004, che definisce responsabilità e principi del Piano HACCP;
Regolamento (CE) n 853/2004, che da indicazioni relative all’Igiene degli alimenti di origine animale;
Regolamento (CE) n 854/2004, che definisce i controlli ufficiali sui prodotti animali per consumo umano;
Regolamento (CE) n 882/2004, che definisce i criteri per i controlli ufficiali su alimenti e mangimi ed i principi base per il benessere animale.

Con il d.lgs 193/2007 l’Italia si è adeguata al Pacchetto igiene.

Altre normative nazionali e comunitarie in tema di igiene alimentare sono:
Direttiva 2002/99/CE che definisce le condizioni di immissione sul mercato di prodotti di origine animale e le misure e restrizioni di polizia sanitaria applicabili a prodotti provenienti da Paesi terzi
Direttiva 2003/99/CE che è focalizzata sulle zoonosi
Regolamento (CE) n 2073/2005 che definisce parametri microbiologici per gli alimenti
Dlgs 191 del 04/04/2006 che detta le misure di sorveglianza sulle zoonosi

Questa lista non è esaustiva sulla normativa di settore.
Abbiamo al momento tralasciato la Normativa relativa all’Etichettatura dei prodotti alimentari, ad esempio, che sarà oggetto di futuri post.

La Redazione